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Borse ancora in calo. Che fare?

Dopo tre anni di forti crescite generalizzate che hanno riguardato tutti i mercati azionari, i risparmiatori stanno facendo oggi i conti per la prima vera fase correttiva che sta durando ormai da più di tre settimane.

Quale deve essere il comportamento dell’investitore? Vendere tutto o mantenere le posizioni?

Va innanzitutto detto che tale domanda è mal posta, o quanto meno necessita di una forte premessa che tenga in considerazione alcuni aspetti fondamentali.

Come prima cosa, non finiremo mai di dirlo, è consigliabile stare lontano dai mercati azionari se non si è in grado di gestire anche le situazioni di ribasso, perché, per definizione, il mercato azionario è volatile, vale a dire che presenta delle oscillazioni, a volte anche forti, che sono una sorta di valvole di sfogo (in gergo periodi di distribuzione) alla precedente fase di crescita (o accumulo).

Detto questo, poi, va fatta un minimo di analisi di mercato e, se si valutano gli indicatori economici, possiamo notare che siamo in presenza di un periodo di espansione economica, situazione ben diversa rispetto a quanto vissuto allo scoppio della bolla speculativa del 2000. Gli indicatori di fiducia di imprese e consumatori nei principali paesi europei, hanno fatto registrare, infatti, un miglioramento superiore alle attese.

La scelta di investire nel mercato azionario, va poi di pari passo con la redditività in termini di dividendi che le aziende quotate sono in grado di distribuire. Il mercato azionario italiano negli ultimi anni ha incrementato la redditività media dei titoli quotati, portandola ad un livello superiore al 4%, il ché rappresenta una garanzia di non poco conto a sostegno delle quotazioni.

L’unico neo è rappresentao dalla crescita dell’inflazione a livello mondiale, guidata soprattutto dall’incremento del prezzo del petrolio e delle materie prime, che stanno incidendo in maniera notevole sul paniere dei prezzi. Escludendo tali generi di consumo, però, troveremmo un po’ dovunque una situazione sostanzialmente sotto controllo.

Allo stesso modo non si possono prevedere le problematiche di carattere esogeno, come ad esempio le conseguenze di un’eventuale crisi politica tra Stati Uniti e Iran, ma se si guarda il passato non sempre tali situazioni hanno portato con sé momenti sfavorevoli per i mercati.

In sostanza: dopo aver tanto corso è normale che i mercati possano prendersi un periodo di pausa. Se l’impostazione dei propri investimenti è stata fatta in modo tale da prevedere tale eventualità, oggi possono esserci più opportunità che rischi, ma se il tentativo è quello di seguire i mercati alla rincorsa di un rendimento stabile e certo, probabilmente si è sbagliato tipo di investimento.

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Categorie:
Focus economia

 


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