Crisi finanziaria: Asia a picco, Europa ancora in rosso

La Borsa di Tokyo è crollata nuovamente. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni in ribasso dell’11,4% sulla scia delle forti perdite segnate ieri sera a Wall Street: meno 7,97%, con il Nasdaq addirittura a meno 8,4%. A far peggiorare l’andamento dei listini nel finale di seduta hanno contribuito le parole del primo ministro giapponese. Taro Aso ha dichiarato, infatti, che il salvataggio delle banche statunitensi è “insufficiente” e ha contribuito a rinnovare il precipitare delle Borse in tutto il mondo. Apertura al ribasso anche per gli altri mercati asiatici. A Hong Kong la seduta è partita con una perdita del 6,9%, mentre Shangai ha segnato un ribasso del 3,94%; hanno aperto in calo anche Seoul (-6,1%) e Sydney (-5,2%).
E’ durato quindi ben poco l’ottimismo dei giorni scorsi. Anche in Europa i mercati stanno facendo retromarcia. Le Borse hanno via via aumentato le perdite fino alla chiusura avvenuta con cali nell’ordine del 6-7% . A Milano Piazza Affari, ha perso il 4,95% dell’indice Mibtel, mentre Londra ha ceduto il 7,16%, Parigi il 6,8% e Francoforte il 6,5%.
Dopo i dati negativi sulle immatricolazioni, nel Vecchio Continente sono crollati i titoli del settore automobilistico: meno 12% Renault, meno 9% Bmw e meno 10% Daimler, mentre la Fiat si è fermata ad un passo dal meno 5%. Unico titolo in controtendenza è stato Volkswagen, che è salito dell’8%.
Nel settore bancario, Jp Morgan in Usa ha retto con un calo di solo l’1%, nonostante i risultati relativi al terzo trimestre abbiano segnato un calo dell’84%: un valore comunque migliore delle stime. Male invece le banche italiane: meno 8% Unicredit, meno 7,8% Banco Popolare e meno 5,4% Intesa. Tra i titoli colpiti dalle maggiori vendite vi sono anche le società industriali e legate all’energia (Tenaris e Buzzi -11,4%, Stm -9,5%, Enel -9%), colpite dallo spettro recessione e dal calo del petrolio, sotto i 75 dollari al barile.
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