Barack Obama nuovo presidente Usa

Barack Obama nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Le reazioni?
Tralasciando le considerazioni politiche, più o meno a favore del primo presidente di colore nella storia, è invece interessante la reazione dei mercati azionari di tutto il mondo: dopo un primo salto in avanti, sia ieri che oggi sono forti le perdite.
Motivi?
Due possono essere le chiavi di lettura: da un lato i mercati davano per scontato la vittoria di Obama, quindi l’effetto sorpresa è stato assai limitato; d’altro canto molti sono comunque i dubbi sulle “capacità politiche” internazionali del 44° presidente Usa.
Ma effettivamente quali sono i piani di Obama per contrastare la crisi economica che sta facendo sempre più diventare realtà gli spretti della recessione globale?
Il progetto eonomico del nuovo presidente democratico parte dalla crisi dei mutui subprime e focalizza la propria attenzione nei problemi finanziari, economici e sociali del crollo del mercato immobiliare statunitense. Previsto un fondo anti-pignoramenti da 10 miliardi di dollari e un credito d’imposta del 10% sui mutui della middle class. Le banche che hanno usufruito degli aiuti pubblici (e che controllano la quasi totalità del mercato dei mutui Usa) dovranno concedere una moratoria di 90 giorni ai debitori insolventi per permettere loro di ristrutturare il proprio mutuo. Previste anche sanzioni per gli operatori poco trasparenti.
La crisi dell’economia reale sarà però affrontata anche in altri modi.
Su base nazionale saranno previsti degli incentivi in termini di credito di imposta alle aziende che assumono lavoratori entro due anni. Un consistente aiuto specifico è stato previsto per il settore auto, una delle industrie Usa più importanti e più in crisi per la quale sono già stati previsti lo scorso settembre (ma non ancora distribuiti) circa 25 miliardi di dollari. Questo si lega con l’impegno, espresso in campagna elettorale, per l’ambiente che passa dal rifiuto di nuove centrali atomiche senza una preventiva soluzione del problema delle scorie. Nel programma è prevista anche una riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra del 1990 entro il 2050. Tutto ciò si concretizza con l’annuncio una tassazione più dura degli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
D’altra parte il rilancio dell’economia Usa sarà legata a nuovi investimenti nelle infrastrutture: strade, ponti, scuole e ospedali che devono migliorare per qualità e quantità.
Non da ultimo, per i “Furbetti di Wall Street”, il neopresidente Usa ha già annunciato di volere istituire una nuova commissione di controllo sui mercati finanziari che non dovrà interferire con la Sec (la Consob statunitense) i cui poteri saranno comunque aumentati. Una maggiore trasparenza stata inoltre prevista per tutti i prodotti finanziari comprese le carte di credito per le quali Obama progetta un sistema di rating delle agenzie che le emettono a tacche (più o meno come le stelle degli alberghi).
Queste, in definitiva, le principali maggiori promesse di Obama in campo economico. Ora aspettiamo i fatti.
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