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Derivati: dieci amministrazioni sotto inchiesta

Dieci Comuni della regione sotto inchiesta erariale per il ricorso a strumenti finanziari a rischio, in particolare i cosiddetti “derivati”, utilizzati dalle amministrazioni per gestire l’oscillazione dei tassi d’interesse sui mutui. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il procuratore regionale della Corte dei conti del Veneto nel corso della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario svoltasi a palazzo dei Camerlenghi a Venezia.

I fascicoli d’indagine riguardano i comuni di Venezia, Verona, Cittadella, Fonzaso, Vittorio Veneto, Conegliano, Camposampiero, Malo e Santa Maria di Sala, nonché quello di Padova, nel quale si sono registrate perdite in relazione all’acquisto di obbligazioni della banca americana Lehman Brothers, fallita lo scorso ottobre. Gli accertamenti sono appena iniziati e, con molte probabilità, nei prossimi giorni verrà disposta una prima perizia per cercare di fare chiarezza sui meccanismi degli strumenti adottati, sulla valutazione dei rischi e sulle eventuali responsabilità.

Anche se la magistratura contabile non è scesa nei dettagli, è indubbio che una delle situazioni più complesse sia quella di Venezia. Il comune guidato da Massimo Cacciari ha infatti sottoscritto due derivati identici ma con nozionali diversi: 85 mln con Intesa Sanpaolo e 40 mln con Dexia Crediop.

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Categorie:
Belluno, Fatti del giorno, Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza

 


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