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Tremonti bond, un po’ di chiarezza

E’ senza dubbio la notizia del giorno, la nascita dei Tremondi bond.

Prima domanda: che sono? Definizione semplice: sono delle particolari obbligazioni che saranno emesse dalle banche e acquistate dal Tesoro italiano.

Seconda domanda: e perché il Tesoro dovrebbe acquistare delle obbligazioni bancarie? L’obiettivo è abbastanza semplice: evitare pericolose strette creditizie che potrebbero portare gli istituti di credito a restringere le maglie delle erogazioni dei finanziamenti a favore di imprese e privati.

Il Tesoro contribuirà così a mantenere adeguata la patrimonializzazione del sistema bancario, assicurandosi nel contempo che la finalità ultima di tale manovra venga perseguita dalle stesse aziende di credito.

Entriamo un po’ più nel dettaglio.

La cifra complessiva messa a disposizione per l’operazione è di 10 miliardi di euro. La cedola annuale dell’obbligazione sarà compresa tra il 7,5 e l’8,5% per i primi anni e aumenterà con il passare del tempo. Non verrà pagata nell’anno in cui l’esercizio della banca emittente è in rosso. I bond, che non hanno diritto di voto, potranno essere, su richiesta della banca, convertiti in azioni ordinarie. E previo via libera da Bankitalia, la banca emittente potrà decidere di rimborsarli o riscattarli.

In cambio della sottoscrizione da parte del Tesoro, le banche si impegnano a tenere aperto il rubinetto del credito alle imprese e alle famiglie. In particolare, per quanto riguarda le Pmi, gli istituti dovranno garantire il contributo finanziario per rafforzare la dotazione del fondo di garanzia e aumentare la liquidità messa a disposizione degli imprenditori. Inoltre ai lavoratori in cassa integrazione o percettori di sussidio di disoccupazione, dovrà essere consentita la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno 12 mesi.

Ci sono già degli istituti interessati?
Secondo fonti bancarie le prime quattro banche a muoversi simultaneamente sarebbero, oltre a UniCredit e Intesa Sanpaolo, anche Banco Popolare e Mps. Oggi UBI Banca ha preso le distanze parlando di misura da studiare senza fretta, mentre ieri l’AD di Mediobanca Alberto Nagel ha escluso il ricorso ai Tremonti bond.

Quali saranno le ricadute per le PMI?
Risposta secca: senza dubbio la maggiore concessione di prestiti alle Pmi. Certo, non è chiaro quale saranno poi le condizioni di finanziamento che le banche proporranno alle piccole e medie imprese, considerando che la cedola da pagare al tesoro è piuttosto alta.

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Categorie:
Banco Popolare, Fatti del giorno, Focus economia, Imprese e mercati

 


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3 commenti »

  1. [...] d’Italia per l’emissione degli strumenti finanziari messi a disposizione dal governo, i cosiddetti Tremonti bond, per un valore pari a 1,5 miliardi di [...]

  2. [...] come negli States, oppure a proposte di nazionalizzazioni delle banche o ai nostri più tecnici Tremondi Bond (?!). La situazione dell’UE è ancora più complessa visto la gestione delle Banche Centrali, [...]

  3. [...] Il Banco Popolare ha perfezionato in data odierna l’emissione degli Strumenti Finanziari, di cui all’art. 12 del DL 185/08, a favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze per un importo pari a un miliardo e quattrocentocinquanta milioni (euro 1.450.000.000,00). I cosiddetti “Tremonti Bond”. [...]

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