Accordo dei leader del G20 sui paradisi fiscali
Sono terminati i lavori del G20 a Londra. Nella conferenza stampa di chiusura il premier britannico Gordon Brown ha annunciato le misure per affrontare la crisi. Tra queste uno stimolo fiscale fino a 5.000 miliardi di dollari entro la fine del 2010, mille miliardi per l’Fmi e altre istituzioni finanziarie internazionali, un nuovo consiglio per la stabilità finanziaria globale, una lista nera dei paradisi fiscali.
E proprio su questo punto mi voglio soffermare.
Le potenze riunite a Londra hanno demandato all’OCSE il compito di stilare una lista nera delle banche che non forniscono le informazioni richieste e si avvalgono del segreto bancario. Questi istituti peccano infatti di poca trasparenza e saranno passibili di sanzioni se decidono di non collaborare.
Nella lista nera dell’OCSE ci sono paesi come Costa Rica, Malaysia, Filippine e Uruguay. Ma esiste anche una lista “grigia”, che comprende 38 Paesi fra i quali Monaco, Liechtenstein, Antille olandesi, Belgio, Svizzera e Lussemburgo, e riguarda Stati che pur essendosi impegnati a rispettare le regole dell’Ocse non le hanno “in sostanza” applicate.
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