<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Via libera al &#8220;piano casa&#8221; in Veneto</title>
	<atom:link href="http://veneto24.b2veneto.it/2009/07/02/via-libera-al-piano-casa-in-veneto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://veneto24.b2veneto.it/2009/07/02/via-libera-al-piano-casa-in-veneto/</link>
	<description>Economia e finanza vista da Nord Est</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Jul 2010 07:18:14 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
	<item>
		<title>Di: renzo cortese</title>
		<link>http://veneto24.b2veneto.it/2009/07/02/via-libera-al-piano-casa-in-veneto/comment-page-1/#comment-672</link>
		<dc:creator>renzo cortese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 12:08:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://veneto24.b2veneto.it/?p=1062#comment-672</guid>
		<description>Vorrebbe essere di sostegno al settore edilizio e di promozione della qualità abitativa ed edilizia in genere, ma  non fa cenno alla necessità di dare risposta alla domanda di nuovi alloggi mediante il recupero, tuttavia l’averla denominata politicamente  “Piano Casa” conferisce una terza qualità alla legge in argomento.   Dei  tre obiettivi  probabilmente non se ne raggiungerà nemmeno uno in maniera soddisfacente. 
Infatti molti degli interventi saranno superfetativi, inevitabilmente, e per questo eseguiti da imprese edili marginali e dequalificate e dunque il sostegno al settore edilizio non sarà di rilievo. 
Non è credibile che la qualità edilizia ed abitativa in genere sarà incentivata dall’aumento di cubatura: infatti la norma riguarda edifici in zona propria dove solitamente i PRG assegnano indici fondiari già elevati proprio per favorire il recupero e la riconversione anche con cambi d’uso e dove invece prevarrà la nuova norma c’è il fondato rischio che i PRG avessero previsto limiti proprio per finalità di tutela della morfologia urbana e della qualità dell’ambiente urbano: verrà allora promosso il degrado urbano.  
Resta l’obiettivo “Piano casa” che giustamente e onestamente non trova riferimento nel testo di legge, ma che comunque ne costituisce l’origine: la norma sull’ampliamento degli edifici esistenti c’è già in tutti i Piani Regolatori e per effetto anche della legge regionale 21/98 con varianti di approvazione comunale  sono stati innalzati gli indici di molte zone omogenee di completamento. Tuttavia nel caso del comune di Piazzola sul Brenta ad esempio , in dieci anni di gestione del PRG, i casi di richiesta di variante per innalzare le cubature edificabili sono praticamente inesistenti, a fronte invece di una altissima richiesta di recupero di fabbricati dimessi.  
Poiché ad oggi solo 128 comuni sono con  PAT/PATI  adottati  e 57 approvati, a cinque anni dall’entrata in vigore della legge 11/2004 la regione si è posta il problema dello sblocco parziale delle varianti al PRG magari limitate al recupero dell’esistente e per la prima casa e magari con procedura di approvazione locale?  
Questa legge presenta  analogie che riportano alla memoria la legge regionale 21/98, quella che ha previsto le mini varianti ai PRG da risolversi a livello comunale. Presentata allora come una innovazione epocale e tale era, apparentemente, considerando i tempi astronomici impiegati dalla regione per approvare anche variantine insignificanti, ben presto quella legge ha rivelato la sua vera natura forse non voluta. Sembrava il rimedio per lo snellimento burocratico, ma ben presto la vicenda ha preso un&#039;altra piega: la regione è stata sommersa da  un’ondata anomala di varianti di  sua competenza, con la conseguenza ultima  che gli amministratori locali conoscono: blocco delle varianti al PRG anche per interventi minimi quali i cambi d’uso per il recupero del patrimonio dismesso in area agricola, ma parallelo decollo degli accordi (PIRUEA e altro)  e degli sportelli in variante agli strumenti urbanistici e non certo, come si è visto, per dare riposta a bisogni primari . 
Se il sostegno che la legge dà è di poco o nullo rilievo invece  ben più grave è l’effetto collaterale : essa apre la breccia allo smantellamento di un insieme di piani,  norme e regolamenti che con fatica le amministrazioni locali  venete avevano costruito in trent&#039;anni circa di pianificazione urbanistica  e che gradualmente erano entrate a far parte della  cultura locale.  Certo c’è ancora molto da fare per “ricostruire” il giusto ed equilibrato rapporto con il territorio che ha caratterizzato la storia degli abitanti del veneto, ma questa legge di certo  non giova: va in un&#039;altra direzione perchè con il pretesto dell&#039;aiuto alle famiglie e alle imprese (piano casa) apre la strada allo smantellamento di quel che resta dell&#039;apparato normativo urbanistico, svilisce il lavoro di tanti diligenti funzionari tecnici pubblici, mette fuori gioco i comuni.
Non era più giusto e più efficace consentire/prevedere  che i comuni a mezzo di varianti al prg disciplinassero un intervento straordinario a favore della casa e della qualità edilizia? 
L’incentivo all’ampliamento della  prima casa viene stabilito dalla regione utilizzando soldi dei comuni (sconto su oneri comunali) ed in più viene stabilito che entro il 30 ottobre i consigli comunali deliberino se applicare in toto o limitare l’applicazione della legge che però nel frattempo per la prima casa viene applicata il giorno successivo all’entrata in vigore, ovvero l’11 luglio scorso. 
Ci saranno comuni disposti a giocarsi il consenso costruito magari sui principi di legalità, sostenibilità e  corretta gestione del territorio, negando l’applicazione di una legge che nel frattempo avrà premiato i più svelti che spesso sono anche i più furbi e i più attrezzati?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrebbe essere di sostegno al settore edilizio e di promozione della qualità abitativa ed edilizia in genere, ma  non fa cenno alla necessità di dare risposta alla domanda di nuovi alloggi mediante il recupero, tuttavia l’averla denominata politicamente  “Piano Casa” conferisce una terza qualità alla legge in argomento.   Dei  tre obiettivi  probabilmente non se ne raggiungerà nemmeno uno in maniera soddisfacente.<br />
Infatti molti degli interventi saranno superfetativi, inevitabilmente, e per questo eseguiti da imprese edili marginali e dequalificate e dunque il sostegno al settore edilizio non sarà di rilievo.<br />
Non è credibile che la qualità edilizia ed abitativa in genere sarà incentivata dall’aumento di cubatura: infatti la norma riguarda edifici in zona propria dove solitamente i PRG assegnano indici fondiari già elevati proprio per favorire il recupero e la riconversione anche con cambi d’uso e dove invece prevarrà la nuova norma c’è il fondato rischio che i PRG avessero previsto limiti proprio per finalità di tutela della morfologia urbana e della qualità dell’ambiente urbano: verrà allora promosso il degrado urbano.<br />
Resta l’obiettivo “Piano casa” che giustamente e onestamente non trova riferimento nel testo di legge, ma che comunque ne costituisce l’origine: la norma sull’ampliamento degli edifici esistenti c’è già in tutti i Piani Regolatori e per effetto anche della legge regionale 21/98 con varianti di approvazione comunale  sono stati innalzati gli indici di molte zone omogenee di completamento. Tuttavia nel caso del comune di Piazzola sul Brenta ad esempio , in dieci anni di gestione del PRG, i casi di richiesta di variante per innalzare le cubature edificabili sono praticamente inesistenti, a fronte invece di una altissima richiesta di recupero di fabbricati dimessi.<br />
Poiché ad oggi solo 128 comuni sono con  PAT/PATI  adottati  e 57 approvati, a cinque anni dall’entrata in vigore della legge 11/2004 la regione si è posta il problema dello sblocco parziale delle varianti al PRG magari limitate al recupero dell’esistente e per la prima casa e magari con procedura di approvazione locale?<br />
Questa legge presenta  analogie che riportano alla memoria la legge regionale 21/98, quella che ha previsto le mini varianti ai PRG da risolversi a livello comunale. Presentata allora come una innovazione epocale e tale era, apparentemente, considerando i tempi astronomici impiegati dalla regione per approvare anche variantine insignificanti, ben presto quella legge ha rivelato la sua vera natura forse non voluta. Sembrava il rimedio per lo snellimento burocratico, ma ben presto la vicenda ha preso un&#8217;altra piega: la regione è stata sommersa da  un’ondata anomala di varianti di  sua competenza, con la conseguenza ultima  che gli amministratori locali conoscono: blocco delle varianti al PRG anche per interventi minimi quali i cambi d’uso per il recupero del patrimonio dismesso in area agricola, ma parallelo decollo degli accordi (PIRUEA e altro)  e degli sportelli in variante agli strumenti urbanistici e non certo, come si è visto, per dare riposta a bisogni primari .<br />
Se il sostegno che la legge dà è di poco o nullo rilievo invece  ben più grave è l’effetto collaterale : essa apre la breccia allo smantellamento di un insieme di piani,  norme e regolamenti che con fatica le amministrazioni locali  venete avevano costruito in trent&#8217;anni circa di pianificazione urbanistica  e che gradualmente erano entrate a far parte della  cultura locale.  Certo c’è ancora molto da fare per “ricostruire” il giusto ed equilibrato rapporto con il territorio che ha caratterizzato la storia degli abitanti del veneto, ma questa legge di certo  non giova: va in un&#8217;altra direzione perchè con il pretesto dell&#8217;aiuto alle famiglie e alle imprese (piano casa) apre la strada allo smantellamento di quel che resta dell&#8217;apparato normativo urbanistico, svilisce il lavoro di tanti diligenti funzionari tecnici pubblici, mette fuori gioco i comuni.<br />
Non era più giusto e più efficace consentire/prevedere  che i comuni a mezzo di varianti al prg disciplinassero un intervento straordinario a favore della casa e della qualità edilizia?<br />
L’incentivo all’ampliamento della  prima casa viene stabilito dalla regione utilizzando soldi dei comuni (sconto su oneri comunali) ed in più viene stabilito che entro il 30 ottobre i consigli comunali deliberino se applicare in toto o limitare l’applicazione della legge che però nel frattempo per la prima casa viene applicata il giorno successivo all’entrata in vigore, ovvero l’11 luglio scorso.<br />
Ci saranno comuni disposti a giocarsi il consenso costruito magari sui principi di legalità, sostenibilità e  corretta gestione del territorio, negando l’applicazione di una legge che nel frattempo avrà premiato i più svelti che spesso sono anche i più furbi e i più attrezzati?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Videociacoe.it &#187; Veneto: il Piano Casa è legge</title>
		<link>http://veneto24.b2veneto.it/2009/07/02/via-libera-al-piano-casa-in-veneto/comment-page-1/#comment-668</link>
		<dc:creator>Videociacoe.it &#187; Veneto: il Piano Casa è legge</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:49:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://veneto24.b2veneto.it/?p=1062#comment-668</guid>
		<description>[...] Per informazioni più tecniche vi segnalo l&#8217;ottimo articolo dei cugini di Veneto24. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Per informazioni più tecniche vi segnalo l&#8217;ottimo articolo dei cugini di Veneto24. [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
