Fatti del giorno

E’ morto Steve Jobs

Il 5 ottobre 2011 è morto Steve Jobs. Questo lo statement ufficiale di Apple:

Siamo profondamente rattristati nell’annunciare che oggi è mancato Steve Jobs.

La brillantezza, la passione e l’energia di Steve sono state la sorgente di innovazioni senza numero che arricchiscono e migliorano la vita di tutti noi. Il mondo è incommensurabilmente migliore grazie a Steve.

I suoi più grandi amori erano sua moglie, Laurene, e la sua famiglia. I nostri cuori sono con loro e con tutti coloro che sono stati toccati dai sui straordinari doni.

Chi vuole condividere pensieri, memorie e condoglianze può scrivere a rememberingsteve@apple.com.

Verona è la città più conveniente d’Italia

Altroconsumo ha condotto un’indagine su supermercati, ipermercati e discount, analizzando le dinamiche concorrenziali in 61 città, registrando 887.000 prezzi di 108 categorie merceologiche (tra alimentari, freschi, confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa) in 949 punti vendita.

Risultato? Ogni famiglia spende in media 6.300 euro all’anno per fare la spesa, ma se c’è concorrenza tra i punti vendita si risparmiano in media 700 euro.

La novità dell’indagine di quest’anno è che quasi nessuna insegna offre più gli stessi prezzi su tutto il territorio nazionale: ogni punto vendita si adatta all’offerta dei concorrenti più diretti. Maggiore è la dinamica concorrenziale, più numerose sono le offerte per il consumatore.

Verona conquista la palma della città dove è possibile trovare il supermercato dove fare la spesa-tipo a prezzo contenuto.

Le offerte promozionali sui prodotti di marca consentono di risparmiare in media il 23%, percentuale che sale al 38% se si scelgono confezioni a marchio commerciale, sino al 42% per quelli a primo prezzo. Supera anche il 50% il risparmio possibile se si sceglie l’hard discount.

Safilo: rinnova accordo di licenza con Kate Spade fino a 2015

Safilo Group, leader mondiale nell’occhialeria di alta gamma, e Kate Spade New York, marchio iconico della moda newyorkese, annunciano il rinnovo, fino al 31 dicembre 2015, dell’accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione internazionale delle collezioni da donna di montature da vista, occhiali da sole e altri prodotti eyewear a marchio kate spade new york. L’accordo pluriennale e l’ulteriore opzione per il rinnovo di altri tre anni prolungano una partnership iniziata nel 2005.

Roberto Vedovotto, Amministratore Delegato di Safilo Group, ha commentato:

“Siamo entusiasti di continuare la nostra partnership con kate spade new york, uno dei marchi americani più innovativi, leader nel settore fashion. In questi sette anni di collaborazione abbiamo raggiunto risultati straordinari e siamo assolutamente convinti che il futuro ci darà ulteriori soddisfazioni.”

Da oggi IVA al 21%

Ci siamo! Da oggi l’IVA è aumentata dal 20% al 21%, così previsto dall’ultima manovra economica approvata dal Governo. Lunghissimo l’elenco dei prodotti di largo e piccolo consumo che verranno rincarati: televisori e altri elettrodomestici, macchine fotografiche e videocamere, computer, auto, imbarcazioni, strumenti musicali, giocattoli, articoli sportivi e abbigliamento, parchi e stabilimenti balneari, piscine e palestre, cartoleria, turismo, box auto, mezzi di trasporto, pedaggi e parcheggi, telefonia, tabacchi, detersivi e altri prodotti per la pulizia e l’igiene personale, profumeria e cosmetici, gioielli, estetica, servizi legali e contabili, arredamento, carburanti, caffè e altre bevande compresi alcolici, vini e spumanti.

L’aumento di un punto percentuale di IVA verrà applicato solamente sui prodotti con l’IVA attuale al 20% cioè non verrà applicata a prodotti considerati beni primari con l’iva al 10% come per esempio alimentari, bevante, sanità o istruzione. Come anche per i ben al 4% non verrà applicato nessun aumento. Il segretario della Cgia di Mestre spiega così questa nuova stangata per le famiglie:

E’ probabile che con gli effetti delle due manovre d’estate, anche i consumi interni subiranno delle ripercussioni negative. Tuttavia l’aumento dei costi a carico delle famiglie che si registrerà con l’aumento dell’ aliquota Iva, non sarà particolarmente pesante come si prospettava inizialmente. Va considerato, inoltre, che questa misura è stata introdotta nel decreto di Ferragosto con il maxi emendamento del Governo per far fronte al forte peggioramento dei nostri conti pubblici, sorto proprio in queste ultime settimane

L’Italia è in pericolo, il Governo deve agire!

Da chi proviene questo ennemisimo grido di emergenza e di aiuto?

Del numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, che nel “day after” all’approvazione da parte del Senato della manovra corretiva, fa notare soprattutto:

E il dato ancora più preoccupante è che si sta allargando anche lo spread a nostro sfavore tra noi e la Spagna. Siamo considerati meno credibili della Spagna che aveva una situazione politica difficile poi Zapatero ha detto “non ce la faccio più, non ho più la credibilità dei mercati, vado a elezioni”.

Video by Canale della Nazione

Manovra bis (o quater): facciamo il punto della situazione

Non volendo entrare negli aspetti politici, pare che finalmente si possa fare un po’ di chiarezza sulla manovra correttiva, che dovrebbe mettere a posto (così pare) i conti pubblici italiani.

Vediamo di fare un riepilogo.

La manovra, che vale 54,2 miliardi nel 2013 (anno in cui è previsto di raggiungere il pareggio di bilancio), prevede l’aumento dell’Iva, dal 20 al 21%. Previsti anche un contributo di solidarietà sui redditi alti, l’anticipo al 2014 dell’età pensionabile delle donne a 65 anni anche nel privato, nuove norme sulla contrattazione aziendale in deroga anche alle leggi sul licenziamento.

Nel frattempo oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato due disegni di legge collegati, uno per inserire il pareggio di bilancio in Costituzione, l’altro per abolire le province.

Quanto a quest’ultime, il ddl prevede che siano tutte abolite, tranne quelle di Trento e Bolzano. Verranno create delle “città metropolitane” che faranno capo alle Regioni. In pratica, le Regioni istituiranno forme associative fra Comuni entro un anno dall’entrata in vigore della legge costituzionale, e sopprimeranno le Province.

Infine il contestato articolo 8, che prevede contratti aziendali in deroga a quelli nazionali e alle leggi, anche in materia di licenziamenti (si tocca quindi l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori). Fanno eccezione le donne in gravidanza.

Infine, altro provvedimento, il contributo di solidarietà sui redditi alti, superiori a 300mila euro, pari al 3%.

Che ne pensate? E’ vero che si colpiscono sempre le classi più deboli? Riusciremo a salvare l’Italia (e a salvarci)?

Come faremmo senza gli extracomunitari?

No, non vi voglio parlare delle polemiche sul film di Diego Abatantuono che racconta della scomparsa improvvisa degli immigrati dall’Italia e le ripercussioni, in un paesino del Veneto, sulle attività lavorative e sui servizi, che sono costrette a fermarsi.

Dalla finzione alla realtà.

Eh sì, perchè un’inchiesta del New York Times riportata in prima pagina come notizia di apertura sull’International Herald Tribune mette in luce che

“Sono i contadini indiani a far scorrere il latte italiano”.

Secondo l’articolo:

“negli ultimi 20 anni gli indiani immigrati dal Punjab sono arrivati nelle campagne italiane per lavorare soprattutto nelle aziende agricole come bergamini, il nome dialettale per indicare gli esperti mungitori nelle stalle”.

E sempre dall’articolo, Simone Solfanelli, presidente della Coldiretti di Cremona, riconosce che senza di loro ci sarebbero grosse difficoltà nel mandare avanti la produzione: su circa tremila addetti, gli immigrati rappresentano un terzo della forza lavoro.

“Non saprei dire se senza gli indiani si rischierebbe davvero uno stop, ma di certo le difficoltà sarebbero notevoli”

Parliamoci chiaro: il fatto è che gli indiani hanno via via sostituito i nostri allevatori che sono andati in pensione, e prendendo il posto di giovani italiani che ritenevano il lavoro nelle stalle troppo pesante e poco soddisfacente.

Tornando alla domanda dell’articolo: come faremmo senza gli extracomunitari?