Fatti del giorno

Ovs Industry si espande in India

Ovs industry, brand che fa capo al gruppo Coin ha debuttato ufficialmente nel mercato indiano con l’apertura di tre nuovi negozi a New Delhi, Bengalore e Chennai.

Partner del progetto retail è Brandhouse Retails, società indiana, già presente nel mercato locale dell’abbigliamento con circa 600 store, nati dalla collaborazione con prestigiosi marchi internazionali.

I nuovi negozi, situati all’interno di centri commerciali di recente apertura nelle principali aree dello shopping di New Delhi, Bangalore e Chennai si presentano come moderni loft metropolitani con mattoni a vista e travi in acciaio, arredati con dettagli ricercati dal gusto vintage. All’interno si trovano le collezioni Ovs industry per l’uomo e la donna.

Il brand, fondato nel 1972, conta 419 negozi in Italia e 68 all’estero.

via: FashionUnited.it

Sorpasso Cina: è la seconda economia del pianeta

È sorpasso!

La Cina nel secondo trimestre 2010 ha sorpassato il Giappone come seconda economia del mondo, con un PIL pari a 1.337 miliardi di dollari contro 1.288.

Gran parte degli economisti fino a un paio di anni fa prevedevano che l’avvicendamento sarebbe avvenuto solo tra alcuni anni: la recente crisi finanziaria globale ha però accelerato i tempi, in quanto il Giappone ne è stato colpito in modo particolare, mentre la Cina ha mantenuto forti tassi di crescita.

Il Wall Street Journal non ha esitato a definire “storico” il risultato dell’economia cinese rispetto all’altro Paese asiatico. Secondo gli analisti, invece, la Cina è ancora molto lontana dagli Stati Uniti: ci vorranno almeno 10 anni per parlare di “sorpasso”.

E per il 2010 le previsioni parlano di una crescita di oltre il 9%.

Stefanel: chiuso con successo aumento di capitale da 50 milioni

Stefanel SpA ha comunicato la conclusione delle operazioni relative all’aumento di capitale a seguito dell’offerta in Borsa dei diritti inoptati, avvenuta dal 29 luglio al 4 agosto 2010.

Durante la prima seduta dell’Offerta in Borsa – precisa una nota – sono stati collocati sul mercato tutti i n. 30.920 diritti di opzione non esercitati durante l’offerta in opzione ed all’esito dell’Offerta in Borsa sono state sottoscritte n. 773.000 azioni ordinarie Stefanel di nuova emissione per un controvalore complessivo pari ad Euro 475.395.

Le azioni ordinarie sottoscritte nell’ambito dell’Offerta in Borsa verranno messe a disposizione degli aventi diritto, per il tramite degli intermediari autorizzati aderenti a Monte Titoli S.p.A., entro il decimo giorno di mercato aperto successivo al termine ultimo per l’esercizio dei diritti acquistati nel corso dell’Offerta in Borsa.

L’aumento di capitale si è pertanto concluso con l’integrale sottoscrizione delle n. 81.275.275 azioni ordinarie di nuova emissione, al prezzo di Euro 0,615 per azione, per un controvalore complessivo pari a Euro 49.984.294,13, al lordo di commissioni e spese. Conseguentemente, non si è reso necessario l’intervento di Banca IMI, Banca Popolare di Verona – S. Geminiano e S. Prospero, MPS Capital Services e UniCredit Bank AG, succursale di Milano, che hanno agito in qualità di Garanti.

Al termine della ricapitalizzazione la partecipazione di Giuseppe Stefanel nel capitale sociale della compagnia è pari a circa il 54,95% del nuovo capitale sociale.

Il sistema bancario italiano supera lo stress test effettuato su 91 istituti europei

I cinque istituti di credito italiani hanno superato lo stress test. Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca non hanno dunque bilanci a rischio e neppure devono rafforzare il loro patrimonio secondo l’analisi svolta dal Cebs, il Committee of european banking supervisors, insieme alla Banca centrale europea e alle singole autorità di vigilanza nazionale, su 91 banche di 20 Paesi dell’Unione europea.

Le banche italiane potrebbero perciò fronteggiare un peggioramento dell’economia: se pure – questa l’ipotesi su cui è stato condotto il test – il Pil europeo crescesse del 3 per cento in meno rispetto alle stime attuali nel 2009-2010 e 2010-2011, il loro tier 1 (e cioè il rapporto tra capitali propri e attività totali) resterebbe sopra il 6 per cento, che era la soglia minima per superare il test.

In particolare per Intesa Sanpaolo il tier 1 si attesterebbe al 8,2 per cento, per Unicredit al 7,8 per cento, per Banco Popolare al 7 per cento, per Ubi banca al 6,8 per cento e per Mps al 6,2 per cento.

In totale sono sette i gruppi bocciati al test: la tedesca Hypo Real Estate, la greca Ate Bank e le cinque casse di risparmio spagnole, Diada, Cajasur, Espiga, Unnim et Banca Civica.

Giorno d’esame per le banche europee

Oggi alle 18, a mercati chiusi, saranno diffusi i risultati degli stress test sulle 91 banche del Vecchio Continente. Per l’Italia sono interessati Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi: a detta del governatore Draghi e della quasi totalità degli analisti, detengono risorse adeguate e non avrebbero quindi problemi.

Alle 18.30 si pronunceranno le autorità nazionali dei singoli Paesi e parlerà anche il Comitato europeo che ha condotto l’operazione, probabilmente per difendere la metodologia utilizzata, oggetto di molte critiche.

L’attenzione ai risultati è massima. Rasserenare il mercato finanziario ancora troppo volatile rappresenta un importante strumento per consolidare la ripresa economica.

Stefanel: aumento di capitale da 49,9 mln, al via lunedì prossimo

Il Cda di Stefanel ha definito le condizioni definitive dell’aumento di capitale mediante emissione di azioni ordinarie e riparmio da offrire in opzione agli azionisti dal 5 luglio al 23 luglio 2010, con i diritti negoziabili fino al 16 luglio.

Lo si legge in una nota della società che specifica che il prezzo di emissione è di 0,615 euro per azione, con un rapporto di opzione di 25 nuove azioni ordinarie per 1 ordinaria o di risparmio posseduta.

Verranno emesse massimo 81.275.275 azioni ordinarie di nuova emissione, prive del valore nominale per un controvalore complessivo massimo di 49.984.294,13 di euro.

Tra i soci Giuseppe Stefanel si è impegnato a sottoscrivere tutti i diritti di opzione in proporzione alla partecipazione diretta e indiretta nel capitale dell’emittente alla data del 31 marzo 2010 (pari a circa il 53,68% del relativo capitale sociale).

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Banco Popolare e SACE: 200 mln per internazionalizzare le Pmi

Il Gruppo Banco Popolare e SACE hanno siglato un accordo di collaborazione finalizzato a sostenere le Piccole e medie imprese italiane impegnate nei loro percorsi di internazionalizzazione e di crescita commerciale all’estero.

L’accordo prevede un plafond complessivo di 200 milioni di euro attraverso il quale erogare nuovi finanziamenti alle Pmi clienti per la realizzazione di progetti sui mercati esteri. I finanziamenti potranno avere una durata di 3,5 o 8 anni e godere della garanzia di SACE fino al 70% dell’importo accordato.

L’accordo sarà promosso dal Banco Popolare sia in Italia sia nelle proprie sedi estere attraverso i Specialisti Estero, la rete di desk internazionali dedicati (Cina, India e Russia), gli uffici di rappresentanza (Pechino, Shanghai, Hong Kong, Mumbai, Mosca), le filiali di Londra e Lugano e le banche estere del gruppo.