
Non volendo entrare negli aspetti politici, pare che finalmente si possa fare un po’ di chiarezza sulla manovra correttiva, che dovrebbe mettere a posto (così pare) i conti pubblici italiani.
Vediamo di fare un riepilogo.
La manovra, che vale 54,2 miliardi nel 2013 (anno in cui è previsto di raggiungere il pareggio di bilancio), prevede l’aumento dell’Iva, dal 20 al 21%. Previsti anche un contributo di solidarietà sui redditi alti, l’anticipo al 2014 dell’età pensionabile delle donne a 65 anni anche nel privato, nuove norme sulla contrattazione aziendale in deroga anche alle leggi sul licenziamento.
Nel frattempo oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato due disegni di legge collegati, uno per inserire il pareggio di bilancio in Costituzione, l’altro per abolire le province.
Quanto a quest’ultime, il ddl prevede che siano tutte abolite, tranne quelle di Trento e Bolzano. Verranno create delle “città metropolitane” che faranno capo alle Regioni. In pratica, le Regioni istituiranno forme associative fra Comuni entro un anno dall’entrata in vigore della legge costituzionale, e sopprimeranno le Province.
Infine il contestato articolo 8, che prevede contratti aziendali in deroga a quelli nazionali e alle leggi, anche in materia di licenziamenti (si tocca quindi l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori). Fanno eccezione le donne in gravidanza.
Infine, altro provvedimento, il contributo di solidarietà sui redditi alti, superiori a 300mila euro, pari al 3%.
Che ne pensate? E’ vero che si colpiscono sempre le classi più deboli? Riusciremo a salvare l’Italia (e a salvarci)?