Fatti del giorno

Ma che abbiamo dentro?

Il buongiorno di oggi di Massimo Gramellini in prima pagina sulla Stampa prova ad andare controcorrente alla rassegnazione nazionale.

Il mio premier è Simone Pianigiani, c.t. della nazionale di pallacanestro che, sotto di 21 punti contro Israele, infligge alla sua squadra di talentuosi molluschi una strigliata universale. «Bisogna giocare con un po’ di dignità! Con un po’ di anima! Facciamo a cazzotti, almeno. Ma che czz avete dentro?». Le parolacce di solito mi danno fastidio, ma stavolta mi hanno messo i brividi. E non solo a me: lo sfogo di Pianigiani è uno dei video più cliccati della Rete. Che czz abbiamo dentro? Il problema è tutto lì. Siamo un Paese meraviglioso ed è inutile che vi elenchi i nostri pregi, che sono sempre stati uno in più dei nostri difetti. Siamo sopravvissuti a lanzichenecchi e venditori di tappeti perché a un passo dal baratro abbiamo sempre trovato la mossa del cavallo, lo scatto di dignità. Noi siamo il Gassman debosciato della «Grande Guerra». Quello che davanti all’ufficiale tedesco che ironizza sulla vigliaccheria degli italiani, alza la testa e gli fa: «Allora, visto che parli così, mi te disi propi un bel nient». E pur di non dargliela vinta si fa uccidere, che czz.

E’ come non si può essere d’accordo; è proprio il minimo. Purtroppo il punto di ribellione di Gassman è stato superato da un pezzo. Che Dio ci assista!

Il 70% degli italiani è contrario alla pubblicazione dei redditi online

Se è pur vero che la manovra è ancora in alto male, e oggi i mercati, con un poderoso -5% lo confermano, è anche vero che tra le misure antievasione quella che sembra oramai “certa”, con tutti i distinguo del caso, chiaramente, è la pubblicazione in rete dei redditi.

Difatti, oltre al carcere per i grandi evasori fiscali, che non versano un’imposta superiore a 3 milioni di euro, si dà la possibilità ai Comuni di pubblicare sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti. Fino al 2014 i Comuni intascheranno il 100% di quanto si recupera dalla lotta all’evasione fiscale.

Contro questa misura si scaglia l’ADOC (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori), che afferma, tramite il suo Presidente, Carlo Pileri:

“Rendere visibili online i redditi dei cittadini è una grave violazione della privacy, siamo assolutamente contrari a tale forma di lotta all’evasione fiscale che, al contrario, va combattuta portando in detrazione più del 20% delle parcelle dei professionisti, rendendo obbligatorio lo scontrino fiscale anche per chi aderisce agli studi di settore e per i tassisti. Oltre il 70% degli italiani è contrario alla pubblicazione in rete della dichiarazione dei redditi, come ampiamente dimostrato tre anni fa in occasione della pubblicazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate”.

via: ADOC

Banco Popolare: perfezionato rimborso integrale Tremonti bond

Il Banco Popolare ha perfezionato in data odierna l’integrale rimborso degli Strumenti Finanziari, i cosiddetti “Tremonti Bond”, emessi il 31 luglio 2009 a favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’importo pari a 1.450 milioni di euro. Contestualmente, spiega una nota, sono stati versati gli interessi a saldo maturati dal 1° luglio 2010 al 14 marzo 2011, pari a 86.443.836 euro.

Il rimborso dei “Tremonti bond” è avvenuto in linea con le previsioni annunciate, grazie al contributo delle risorse derivanti dal rafforzamento patrimoniale conseguito dal Banco Popolare nel febbraio scorso, conclusosi con l’integrale sottoscrizione delle n. 1.122.980.404 azioni offerte, per un controvalore totale di circa 1.988 milioni di euro di aumento di capitale, senza l’intervento del consorzio di garanzia.

Zignago Vetro cresce in Polonia: acquistata HSC

Zignago Vetro ha reso noto che è stato stipulato l’atto di acquisizione di circa il 79% del capitale azionario di Huta Szkla Czechy (HSC), società di diritto polacco, con sede e stabilimento a Trabki, nella regione della Masovia, non distante da Varsavia, per un controvalore totale di poco inferiore a 7 milioni di euro. L’operazione è stata eseguita tramite ricorso a finanziamento bancario che non altera comunque la bassa esposizione del Gruppo Zignago Vetro.

Nel 2010 la società, che impiega oltre 300 persone, ha sviluppato un volume d’affari di circa 14 milioni di euro, in crescita di quasi il 30% rispetto al 2009 e con un EBITDA margin di circa l’11%. L’indebitamento finanziario netto è di circa 800 mila euro. Questi dati sono in corso di certificazione.

HSC è un’azienda con elevate potenzialità, che opera in nicchie del mercato mondiale dei contenitori in vetro per cosmetica e profumeria e anche per bevande e alimenti. Serve i propri clienti principalmente tramite un’ampia offerta di prodotti personalizzati. HSC si colloca in un’area geografica strategica, sia per le potenzialità di sviluppo del mercato polacco, sia per la posizione baricentrica rispetto ai tradizionali mercati della UE e quelli in forte sviluppo dell’Europa orientale.

Banca Ifis promuove un’opa su Toscana Finanza a 1,50 euro per azione

Il gruppo Banca Ifis ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sui titoli di Toscana Finanza a 1,50 euro per azione.

La società precisa il 5 marzo 2010 Banca Ifis, Next, Finross, Serenella Bettini, Mario Sordi, Andrea Manganelli ed Enrico Rossetti hanno consensualmente risolto l’accordo quadro sottoscritto in data 9 luglio 2009 e poi modificato all’origine della precedente offerta pubblica di acquisto comunicata in quella data. Sempre il 5 marzo le parti di cui sopra hanno sottoscritto un accordo quadro che impegnava irrevocabilmente e incondizionatamente Next, Finross e Bettini (azionisti TF) ad aderire all’offerta con una quota di capiale non inferiore al 50,01% del capitale dell’emittente ovvero la minor quota che permetta comunque all’offerente Banca Ifis di raggiungere la soglia del 50,01% del capitale.

Nell’ipotesi in cui gli azionisti TF non dovessero apportare all’offerta tutte le azioni da loro complessivamente detenute e pari al 66,1% del capitale, gli stessi sono impegnati irrevocabilmente e incondizionatamente a votare con tutte le loro azioni ordinarie di Toscana Finanza in favore della Fusione e del contestuale scorporo nelle assemblee chiamate a deliberare in materia.

L’offerta di Banca Ifis su Toscana Finanza rimane condizionata al raggiungimento di una soglia del 66,67% del capitale sociale ed è finalizzata al delisting dell’emittente dal mercato MTA.

Banco Popolare: aumento sottoscritto per 1,98 mld

Pieno successo per l’aumento di capitale di Banco Popolare sottoscritto al 99,812% per un ammontare complessivo di 1,98 miliardi.

I diritti di opzione non esercitati, pari a 2.105.593 azioni, per un controvalore di 3.726.899 euro, saranno offerti in Borsa dal 16 al 22 febbraio. Potranno essere utilizzati per la sottoscrizione delle azioni al prezzo di 1,77 euro ciascuna, nel rapporto di 7 azioni ogni 5 diritti.

L’esito dell’aumento di capitale permette quindi al Banco Popolare di raggiungere gli obiettivi prefissati. In primo luogo il rimborso dei cosiddetti “Tremonti bond”, emessi per un importo di 1,45 miliardi, consentirà al gruppo di aumentare la capacità di autofinanziare lo sviluppo, stabilizzare la solidità patrimoniale e corrispondere utili a soci e azionisti. Complice il risparmio atteso sulla cedola annua dell’8,5%. Al netto di quanto verrà impiegato per il rimborso dei Tremonti Bond, l’aumento di capitale concorrerà poi al rafforzamento del core tier 1 per circa 60 punti base. Un incremento che consente all’istituto di favorire l’allineamento dei coefficienti patrimoniali ai nuovi e più severi requisiti legati a Basilea 3.

Aumento Banco Popolare: Fratta investe 722mila euro, Saviotti 277mila

Massiccia adesione di amministratori e manager di Banco Popolare all’aumento di capitale da 2 miliardi di euro che si chiude oggi.

In particolare, secondo quanto risulta dagli avvisi di internal dealing, il presidente del consiglio di sorveglianza Carlo Fratta Pasini, insieme alla sua famiglia, ha investito complessivamente nell’aumento di capitale 722 mila euro.

L’AD Pier Francesco Saviotti ha puntato nell’operazione che farà raddoppiare la capitalizzazione dell’istituto 277 mila euro.

Tra i manager delle banche del gruppo, l’AD di Banca Popolare di Lodi, Maurizio Di Maio, ha investito 344 mila euro mentre il numero uno di Banca Popolare di Novara, Domenico De Angelis ha partecipato con 290 mila euro.