Focus economia

Banca Popolare di Vicenza a sostegno delle PMI

Che la situazione economica sia difficile, e tutt’altro che passata, lo sappiamo, e ce ne accorgiamo tutti. E che il tessuto economico basato su piccole e medie imprese sia in affanno è sotto l’occhio quotidiano.

Ben vengano quindi iniziative come quella della Banca Popolare di Vicenza che ha stanziato oltre 40 milioni di euro, aderendo alla convenzione tra Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che, a livello nazionale, mette a disposizione del sistema bancario complessivi 8 miliardi di euro per sostenere le Pmi.

L’operazione rientra in un preciso progetto strategico della banca che dopo aver aumentato gli impieghi dell’8% nel 2009, ha deciso di incrementare le erogazioni nell’ordine del 10% anche nell’anno in corso.

I finanziamenti, destinati alle imprese operanti nei settori dell’industria, dell’agricoltura, del turismo e dei servizi, con meno di 250 addetti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro, hanno durata minima di 18 mesi e massima di 60, senza limiti di importo massimo e con esenzione dall’imposta sostitutiva.

Le aziende potranno utilizzare le risorse messe a disposizione per finanziare i loro investimenti di sviluppo, da realizzare o in corso di realizzazione, ovvero finalizzati all’incremento del capitale circolante.

Spagna e Portogallo prossime vittime della crisi!?

La crisi è globale si sà, e che soffrano i lavoratori e le aziende non è una novità.

Ora però sono forti anche i timori per gli stati, con i paesi più deboli dell’Unione Europea, dalla Grecia alla Spagna, dall’Irlanda al Portogallo, dove il debito pubblico è salito, in un solo anno, alle stelle!

Per Madrid è volato all’11,4% rispetto al 10,5% stimato dal governo Zapatero. In Grecia è schizzato al 12,4%, al 9,3% in Portogallo e all’11,6% in Irlanda. A titolo di esempio, l’Italia presenta un rapporto deficit/pil del 5,4%.

A conferma della situazione preoccupante per i quattro paesi è anche il defici delle partite correnti. In Spagna è salito nel 2009 al 6,1%, in Grecia all’11,9% e in Portogallo al 10,1%. Situazione migliore per l’Irlanda con un deficit delle partite correnti al 3%.

La precaria situazione dei conti pubblici sconta sistemi economici poco reattivi e con problemi strutturali che la crisi ha reso ancor più evidenti. Ad esempio il costo del lavoro per unità di prodotto in Germania è 105 (fonte Bce) mentre per la Grecia sfiora 140, in Spagna è 132 e in Portogallo è 124 a dimostrazione della bassa competitività di queste economie su scala globale.

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Fine del modello veneto? Dainese sposta la produzione in Tunisia

Credo che anche i meno attenti sappiano questa notizia, la Dainese, azienda di Molvena (VI) ha annunciato che cesserà la produzione in Italia per trasferirla in Tunisia, dove ha già due stabilimenti.

Dainese ha in casa anche alcuni marchi storici come Mavet e Agv (celebri i caschi tricolori di Giacomo Agostini). In Veneto resteranno le teste pensanti dell’azienda (design, nuovi prodotti e una selezione di modelli) e in Tunisia quindi tutta la produzione.

Alcuni dati economici fanno capire che questa soluzione era ormai indispensabile: nel 2008, l’azienda aveva difatti chiuso con 105 milioni di euro di ricavi ma un utile netto di soli 700mila euro a fronte anche di oltre 33 milioni di euro di indebitamento.

Questa che è veramente una batosta, segna la fine del miracolo veneto? Che ne pensate?

Banco Popolare: emesso bond senior a 2 anni per 500mln di euro

Il Banco Popolare ha lanciato un prestito obbligazionario senior a 2 anni nell’ambito del proprio programma EMTN per un ammontare di 500 milioni di euro. Il bond, con una cedola variabile, ha un rendimento pari all’euribor 3 mesi aumentato di 90 basis points.

Le banche a guida dell’operazione sono Banca Aletti, Calyon, Citi Group e Jp Morgan.

Di conseguenza, ad oggi il bond garantisce un rendimento dell’1,577%. Il bond dell’istituto ha ricevuto ordini per oltre 800 milioni di euro.

All’operazione hanno aderito circa 80 investitori, per lo più società bancarie e di asset management.

La disoccupazione in Italia è ai massimi dal 2004

Tasso di disoccupazione ai massimi dal marzo del 2004 in Italia. In novembre, secondo l’Istat, i tasso dei senza lavoro, destagionalizzato, è salito all’8,3%. Il dato è da confrontare con l’8,2% di ottobre (a sua volta rivisto al rialzo, dall’8% della rilevazione precendente).

Il numero degli occupati, ha comunicato l’Istat, si è ridotto di altre 44.000 unità, rispetto alle 22.920.000 persone attive di ottobre. Il tasso di disoccupazione maschile è cresciuto al 7,4%, mentre quello femminile si è mantenuto stabile al 9,7%.

In termini assoluti, tra novembre 2008 e novembre 2009, in Italia si sono dissolti 389.000 posti di lavoro.

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Istat: l’inflazione è ai livelli minimi da cinquant’anni

La stima dell’ISTAT relativa a dicembre segnala un aumento dell’inflazione per il quinto mese consecutivo.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un incremento dell’1% su base annua, riacquistando un punto percentuale da luglio, quando la dinamica inflativa si era annullata.

Se il dato preliminare sarà confermato, l’inflazione media del 2009 dovrebbe attestarsi allo 0,8%, in linea con le previsioni ISAE dell’autunno scorso, e inferiore di due punti e mezzo rispetto a quella registrata nel 2008.

Sul piano congiunturale, in dicembre l’indice relativo all’intera collettività è risultato più elevato rispetto a novembre dello 0,2%.

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Dubai: il governo non garantirà il debito della holding statale

dubai

Il governo del Dubai non garantirà il debito della holding pubblica Dubai World.

Lo ha detto a Dubai tv Abdulrahman al-Saleh, direttore generale del dipartimento delle Finanze, aggiungendo che le banche locali non hanno bisogno di ulteriori iniezioni di liquidità da parte della banca centrale.

Il funzionario ha inoltre definito “esagerata” la reazione dei mercati e non in linea con l’entità del problema debitorio di Dubai World.

La ristrutturazione della holding pubblica, secondo il funzionario, avrà inoltre delle ripercussioni per i creditori nel breve termine ma dei benefici sul lungo periodo. In ogni caso, i creditori devono assumersi la responsabilità delle proprie decisioni nella concessione del credito.

“I creditori devono assumersi parte della responsabilità per la loro decisione di dare credito a queste società. Pensano che Dubai World faccia parte del governo, che non è corretto”, ha detto.

La conglomerata Dubai World la settimana scorsa ha chiesto per sè e per la società immobiliare Nakheel una moratoria di sei mesi per il rimborso di miliardi di debito allo scopo di procedere alla ristrutturazione delle proprie attività.