Luxottica: Banca Leonardo e Cheuvreux alzano il target price

Gli analisti di Banca Leonardo hanno alzato da 23 euro a 24,5 euro il target price sulla società, in seguito al miglioramento delle stime finanziarie per il biennio 2011/2012. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito il giudizio “Underweight” (sottopesare).

Sulla stessa lunghezza d’onda Cheuvreux, che ha migliorato da 24,3 euro a 26,5 euro per azione la valutazione su Luxottica, in seguito all’incremento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2011/2012. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Luxottica: previsti 4mila punti vendita Sunglass Hut entro il 2015

Fabio d’Angelantonio, Executive Vice President Sun & Luxury Retail di Luxottica, ha evidenziato i risultati di Sunglass Hut e in particolare il successo ottenuto nel “targeting” delle giovani donne (20-25 anni), la connessione di questo marchio a giovani celebrità e al mondo digitale di oggi: tutti elementi che stanno consentendo lo sviluppo dell’identità di questo brand.

Previste a breve le aperture di punti vendita con questo marchio a Broadway (NY), a Orlando (Disney), a Santa Monica, a Covent Garden (London), dopo le aperture sulla Quinta Avenue di New York e sulla Oxford Street di Londra nel 2010.

Per quanto riguarda la piattaforma di e-commerce le vendite negli Stati Uniti sono raddoppiate nel 2010 e dovrebbero raddoppiare ancora nel 2011.

Previsti 4 mila punti vendita Sunglass Hut entro il 2015. D’Angelantonio ha anche sottolineato che il gruppo sta studiando le prospettive offerte dal 3D.

Luxottica: in aumento utile netto e dividendo

Luxottica archivia il 2010 con un utile netto di 402,2 mln (+34,5% su 2009) e distribuira’ ai soci un dividendo in crescita del 25,7% a 0,44 euro per azione.

Il monte dividendi è di circa 200 mln di euro e pari al 50% dell’utile netto.

Il fatturato dell’intero 2010, si legge in una nota, ha raggiunto i 5,8 mld, livello più alto della storia di Luxottica, rispetto ai 5,1 mld del 2009 (+13,8% a cambi correnti e 7,1% a cambi costanti). L’Ebitda adjusted ha registrato una crescita del 20,7% rispetto al 2009, attestandosi a 1,0342 mld. Il margine Ebitda adjusted è quindi cresciuto dal 16,8% del 2009 al 17,8% del 2010. Nel quarto trimestre del 2010 l’Ebitda adjusted ha mostrato un incremento del 32,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 192,8 mln, con un margine Ebitda adjusted del 14,3% (12,6% nel quarto trimestre 2009).

La crescita del risultato operativo adjusted del 2010, pari a 732,6 mln, è stata ancora più marcata (28,3% rispetto al dato di fine 2009). Il margine operativo adjusted del gruppo è quindi passato dall’11,2% del 2009 al 12,6% del 2010. Nel quarto trimestre dell’anno, il risultato operativo adjusted si è attestato a 116,6 mln rispetto ai 74,0 mln dello stesso periodo dell’anno precedente (+57,5%), con un margine operativo adjusted cresciuto dal 6,4% all’8,7%.

Il risultato operativo della Divisione Wholesale nel 2010 è stato pari a 461,9 mln (+29,7% rispetto al 2009), con un margine operativo del 20,7% (+250 bps rispetto all’anno precedente). Nel quarto trimestre del 2010 la Divisione ha fatto registrare un risultato operativo di 89,6 mln, +49,5% rispetto allo stesso periodo del 2009, con un margine operativo del 17,5% (13,4% nel quarto trimestre del 2009). Nel 2010 la Divisione Retail ha fatto registrare un risultato operativo di 424,4 mln, in crescita del 17,6% rispetto al 2009, con un margine operativo dell’11,9% (+40 bps). Nel quarto trimestre dell’anno, il risultato operativo è stato di 70,5 mln, +40,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un margine operativo dell’8,5%, +140 bps.

Il gruppo ha ottenuto una forte generazione di cassa, che è stata pari a oltre 610 mln nell’anno e che ha portato la cassa generata nell’ultimo biennio a circa 1,3 mld. Di conseguenza, l’indebitamento netto al 31 dicembre 2010 si è ridotto a 2,111 mld (2,337 mld a fine 2009), con un rapporto indebitamento netto/Ebitda adjusted pari a 2,0 rispetto a 2,7 a fine 2009. Per il 2011 è prevista un’ulteriore riduzione della leva finanziaria.

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Banca Ifis promuove un’opa su Toscana Finanza a 1,50 euro per azione

Il gruppo Banca Ifis ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sui titoli di Toscana Finanza a 1,50 euro per azione.

La società precisa il 5 marzo 2010 Banca Ifis, Next, Finross, Serenella Bettini, Mario Sordi, Andrea Manganelli ed Enrico Rossetti hanno consensualmente risolto l’accordo quadro sottoscritto in data 9 luglio 2009 e poi modificato all’origine della precedente offerta pubblica di acquisto comunicata in quella data. Sempre il 5 marzo le parti di cui sopra hanno sottoscritto un accordo quadro che impegnava irrevocabilmente e incondizionatamente Next, Finross e Bettini (azionisti TF) ad aderire all’offerta con una quota di capiale non inferiore al 50,01% del capitale dell’emittente ovvero la minor quota che permetta comunque all’offerente Banca Ifis di raggiungere la soglia del 50,01% del capitale.

Nell’ipotesi in cui gli azionisti TF non dovessero apportare all’offerta tutte le azioni da loro complessivamente detenute e pari al 66,1% del capitale, gli stessi sono impegnati irrevocabilmente e incondizionatamente a votare con tutte le loro azioni ordinarie di Toscana Finanza in favore della Fusione e del contestuale scorporo nelle assemblee chiamate a deliberare in materia.

L’offerta di Banca Ifis su Toscana Finanza rimane condizionata al raggiungimento di una soglia del 66,67% del capitale sociale ed è finalizzata al delisting dell’emittente dal mercato MTA.

Sadi: nel 2011 ricavi da 95 mln

Il Consiglio di Amministrazione di Sadi Servizi Industriali, Società capofila del Gruppo operante nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti industriali e delle bonifiche ambientali, nel settore della poliarchitettura e dell’internal design – riunitosi oggi, ha approvato il Budget di gestione per l’esercizio 2011.

Il Gruppo Sadi Servizi Industriali si prefigge di raggiungere, nel corso del 2011, ricavi consolidati di circa 95 milioni di Euro ed un Ebitda di circa 17 milioni di Euro.

Ecco l’identikit dell’imprenditore secondo Unioncamere

Il 52% di chi fa impresa è stato motivato dalla fiducia in se stesso e dal desiderio di affermarsi. Insomma, una vera e propria scelta di vita. Lo afferma Unioncamere che, in una recente ricerca del proprio Centro Studi, presenta l’identikit dell’imprenditore. Non è, però, un quadro tutto a tinte rosa, quello che emerge dallo studio dell’organismo camerale. Infatti, in oltre il 34% dei casi più che da una scelta, la decisione di mettersi in proprio è stata ispirata da pura necessità, dopo aver perso un lavoro dipendente.

Il titolo di studio dell’imprenditore medio, in base alla stessa ricerca, è il diploma; la sua età oscilla tra i 30 e i 40 anni; il suo sesso è maschile.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 5.200 aziende attive nel 2010. In particolare, la fascia d’età compresa tra i 31 e i 4o anni costituisce il 41,3%; al di sotto dei 30 anni si attesta il 24,4% del campione; coloro che hanno tra i 41 e i 50 anni costituiscono il 23,4% mentre tra gli over 50 si trova il 9,7% degli interpellati. Le donne restano ancora una minoranza: rappresentano, infatti, il 26,6% di chi si lancia nella sfida dell’imprenditoria contro il 73,4% di uomini. Tra i titoli di studio, il 45% ha un diploma di scuola superiore, il 17% ha una laurea, il 16% ha una qualifica professionale mentre il 22,5% non termina la scuola dell’obbligo.

Ma lo stesso possesso dei titoli di studio varia e dipende dai settori di appartenenza. Per esempio, l’edilizia resta un mondo ancora col fiocco azzurro. E’, infatti, del 90% la percentuale degli uomini mentre le donne costituiscono oltre il 50% di chi opera nei servizi alla persona, segno, questo, di una cultura ancora legata a vecchi schemi.

Diverse, naturalmente, le ragioni che hanno spinto i neoimprenditori a scegliere di guidare un’azienda, sia come titolari che come soci di maggioranza. Il 27% è stato motivato da una precedente esperienza maturata, dalla fiducia in se stessi e nelle proprie idee; il 25% dall’insoddisfazione per il precedente lavoro e dal desiderio di affermarsi dal punto di vista personale e professionale. Ma, accanto a loro, c’è un 24,7% costretto a cercare un’altra strada lavorativa dopo un licenziamento o, più semplicemente, dopo una ricerca senza successo del sempre ambito posto fisso. Infine, il 9,3% ha colto al volo un’occasione proprizia nell’impresa per la quale già lavorava.

Save: confermate stime crescita passeggeri 2011 Venezia e Treviso

Save conferma le previsioni – diffuse stamane da notizie di agenzia – di crescita dei passeggeri per il 2011 negli aeroporti di Venezia e Treviso gestiti dal gruppo, in base agli elementi ad oggi disponibili e qualora proseguisse il positivo trend avviato nel mese di gennaio, dovrebbero attestarsi a +6% per quanto riguarda il “Marco Polo” di Venezia e +8% per quanto riguarda il “Canova” di Treviso.