I cinque istituti di credito italiani hanno superato lo stress test. Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca non hanno dunque bilanci a rischio e neppure devono rafforzare il loro patrimonio secondo l’analisi svolta dal Cebs, il Committee of european banking supervisors, insieme alla Banca centrale europea e alle singole autorità di vigilanza nazionale, su 91 banche di 20 Paesi dell’Unione europea.
Le banche italiane potrebbero perciò fronteggiare un peggioramento dell’economia: se pure – questa l’ipotesi su cui è stato condotto il test – il Pil europeo crescesse del 3 per cento in meno rispetto alle stime attuali nel 2009-2010 e 2010-2011, il loro tier 1 (e cioè il rapporto tra capitali propri e attività totali) resterebbe sopra il 6 per cento, che era la soglia minima per superare il test.
In particolare per Intesa Sanpaolo il tier 1 si attesterebbe al 8,2 per cento, per Unicredit al 7,8 per cento, per Banco Popolare al 7 per cento, per Ubi banca al 6,8 per cento e per Mps al 6,2 per cento.
In totale sono sette i gruppi bocciati al test: la tedesca Hypo Real Estate, la greca Ate Bank e le cinque casse di risparmio spagnole, Diada, Cajasur, Espiga, Unnim et Banca Civica.

(4,00 su un totale di 5)
